Sette risposte del professor Marco Cosentino su Facebook
di Marco Cosentino
Gira sul Social un elenco di frasi da evitare “per non sembrare un analfabeta funzionale“ e per buona pesa viene aggiunto che “se il vostro ragionamento si basa su uno o più di questi presupposti, sappiate che il vostro approccio è stupido, illogico e antiscientifico, quindi evitate di renderlo pubblico. Ne va della vostra reputazione” niente meno.
Vediamo quali sono queste frasi e che si può dire di ognuna di esse:
1
“A me una volta è successo che…”
Sulla terra siamo 8 miliardi di persone, quindi quello che è successo a te costituisce “un ottomiliardesimo” delle ipotesi possibili. L’esperienza personale non è una legge universale.
Commento: La ricerca scientifica si compone di esperienze personali a confronto. Documentare la propria esperienza è il primo necessario passo.
2
“ho letto su internet che…”
Su internet c’è tutto, il contrario di tutto e tutte le sfumature che ci stanno in mezzo; se non hai le competenze specifiche per distinguere ciò che è plausibile da ciò che è inverosimile, quello che hai letto tu non significa assolutamente nulla perché tanto su internet c’è sempre anche il suo esatto contrario.
Commento: Indicare le proprie fonti è fondamentale, così che altri le possano verificare. Internet compreso.
3
“non credo alla versione/teoria ufficiale, dimostrami tu che è valida”
Una versione/teoria ufficiale è tale proprio perché gode già del supporto probatorio necessario per essere considerata preferibile a tutte le altre. Pertanto, se non credi alla versione ufficiale spetta a te l’onere di provare perché questa sia errata, e anche perché la tua sia invece valida. Pretendere l’inversione dell’onere della prova è un atteggiamento profondamente illogico e antiscientifico. Il fatto che tu non comprenda il contenuto di quelle prove non significa che quelle prove non esistano o non siano valide, significa solo che tu non hai gli strumenti e le conoscenze per comprenderle.
Commento: È legittimo chiedere indicazioni sul supporto probatorio di una teoria. Se esso esiste potrà essere spiegato.
4
“ci guadagnano sopra, quindi sicuramente c’è qualcosa sotto”
Se escludete i volontari e gli stagisti, tutte le professioni del mondo sono a scopo di lucro, quindi tutti noi guadagniamo da quello che facciamo. Ciò non ci rende tutti automaticamente parte di un qualche complotto o sotterfugio.
Commento: È provato che per interesse certa gente giunge anche a uccidere, così come per l’oste il proprio vino è sempre buono. Eviterei tentativi malriusciti di derubricare un tema enorme come il conflitto di interessi a un semplice “così fan tutti”.
5
“Quella volta è accaduto che…, quindi anche questa volta…”
“quella volta” è diversa da “questa volta”. Se una cosa capita in una occasione non c’è nessuna legge che stabilisce automaticamente che accada sempre e a tutti. Se un medico vende organi sotto banco, non significa che tutti i medici lo facciano ogni giorno; se un ingegnere sbaglia i calcoli, non significa che tutti gli ingegneri siano cani e non sappiano fare il loro lavoro; se un avvocato prende una mazzetta, non significa che tutti gli avvocati siano corrotti o corruttibili. Serve una prova specifica per ogni singolo caso.
Commento: “Quella volta…” vedi numero 1.
6
“tu hai la tua opinione, io ho diritto ad avere la mia”
Questo è un principio sacrosanto quando si parla di preferire le bionde o le brune, il mare o la montagna, la Juve o il Milan. Ma quando si parla di argomenti scientifici, la tua opinione non conta assolutamente nulla se non hai competenze e ragioni tecniche che possano dimostrare la validità di quella opinione; o forse pretendi di avere un’opinione anche su come si calcola l’area del triangolo?
Commento: Nel dibattito scientifico opinioni diverse originano da diverse interpretazioni dei dati. Confrontarle è non solo lecito bensì doveroso.
7
“non mi fido della roba chimica, quindi…”
La chimica spiega la composizione della materia in generale, di conseguenza tutto ciò che esiste nell’universo è chimico. L’acqua ad esempio è composta di due atomi di idrogeno e uno di ossigeno, quindi è fatta di sostanze chimiche. E lo sei anche tu.
Commento: Nel linguaggio comune “chimico” indica di regola un prodotto di sintesi non esistente in natura o comunque una sostanza, spesso di impiego/derivazione industriale, che comporta dei rischi, reali o percepiti. Le persone utilizzano il termine in mancanza di definizioni migliori in base alla loro cultura. Deriderle per questo è da sciocchi supponenti. Qualsiasi questione va esaminata nel merito.
Chiosa finale: l'analfabetismo funzionale è un'espressione senza chiara definizione né tanto meno metodi di quantificazione oggettivabili, che troppo spesso pare essere utilizzata nelle discussioni come maniera di "calciare la palla in tribuna" oppure nella valutazione della cultura e delle capacità come una sorta di "parola di stop" per evitare ad esempio di affrontare il tema spinosissimo del declino della scuola e dell'istruzione e soprattutto delle sue cause. In ogni modo, finisce sempre per risultare funzionale al tentativo crescente di tacitare qualsiaisi opinione dissonante.
Personalmente, quando sento parlare di “analfabetismo funzionale”, ‘sta mano me diventa de fero (cit.).
MARCO COSENTINO
[Scelti da GU]





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